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La storia della Sardegna : “Il popolo Nuragiico”

11 Gennaio 2010

Età Nuragica

La civiltà nuragica, che ha inizio nella metà del secondo millennio a.C., si può dividere in tre periodi: ANTICO (1500 – 500 a.C.), MEDIO (900 – 500 a.C.) e RECENTE (500 – 200 a.C.) e nacque dall’incontro di genti mediterranee di culture diverse, sul suolo del piccolo continente sardo.

La civiltà nuragica, è nota sopratutto per le caratteristiche costruzioni, i nuraghi, da cui appunto prende nome. I villaggi vennero costruiti ai piedi di una poderosa fortezza a forma  tronco conica chiamata appunto NURAGHE .

 La società nuragica era divisa in classi sociali : il popolo costituito da agricoltori pastori artigiani e piccoli commercianti; i nobili ( guerrieri ) e i sacerdoti che si occupavano di medicina e di magia.

 I villaggi
Il re-pastore viveva nel nuraghe, la sacra dimora fortezza e intorno al nuraghe sorgeva il villaggio. I sudditi vivevano in villaggi fatti di piccole capanne a pianta circolare con alla base un muro in pietra a secco e una copertura a cono di legno  raggruppate presso i nuraghi. L’interno di ogni capanna era costituito da una sola camera: al centro stava il focolare, lungo le pareti erano ricavate delle panche per sedersi e delle nicchie per gli oggetti d’uso. Ancora oggi, anche se sempre di meno, i pastori costruiscono questo tipo di capanne; in sardo si chiamano PINNETAS .

Si dormiva stesi a terra su strame e pelli. La vita era estremamente semplice: gli uomini si dedicavano alla pastorizia, alla caccia; le donne tessevano, intrecciavano cesti e stuoie, preparavano i cibi. Tra gli oggetti ritrovati, il bronzo e il rame erano usati sopratutto per armi, accette, coltelli, mentre si faceva ancora impiego della pietra, dell’ossidiana, dell’osso e della ceramica.

(ricostruzione del complesso nuragico di Barumini)

I NURAGHI

I nuraghi sono grandiose costruzioni ricavate con massi enormi sovrapposti a secco e tenuti insieme dal loro peso. Essi venivano generalmente costruiti sulla cima delle colline a difesa della valli e dei pascoli. Erano vere e proprie fortezze o abitazioni fortificate dei capi e delle loro famiglie, protetti da guarnigioni di soldati.

Tra i circa 7000 nuraghi esistenti in Sardegna, la maggior parte sono semplici, formati soltanto da una torre con un ingresso alla base, un unico grande vano interno, alcune nicchie scavate nell’intercapedine e una scala, anche lei scavata nell’intercapedine, che porta alla sommità della torre.

Ci sono anche molti nuraghi più complessi formati da più torri
raccordate a una torre centrale; hanno molte stanze, possono avere più di un piano e poi corridoi, scale e camminamenti coperti: sono le fortezze nuragiche, di arcaica bellezza e maestosa complessità come il nuraghe Losa presso Abbasanta (NU), il nuraghe Santu Antine di Torralba (SS) e il complesso Su Nuraxi di Barumini (CA) dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Sulla funzione dei nuraghi non si può dare una risposta definitiva a tutti gli interrogativi che li riguardano. L’ipotesi più diffusa è che fossero destinati alla vigilanza e alla difesa, soprattutto quelli più complessi, che per la loro struttura e la posizione che occupano confermerebbero l’uso dei nuraghi come fortezze. In queste case fortificate abitavano i capi tribù con la loro famiglia e la loro guarnigione: qualcosa di simile ai castelli medievali. Non è scuso che qualche nuraghe fra i più piccoli fosse semplicemente un’abitazione di pastori e che qualcuno più complesso sia stato usato per una destinazione diversa. Un’altra ipotesi invece sostiene che i nuraghi fossero inabitabili per mancanza d’aria e di luce oltre che per il freddo e l’umidità e che erano incapaci ad assolvere le funzioni militari proprie dei castelli per gli spazi ridotti al loro interno; da ciò dovrebbe conseguire che avessero esclusivamente destinazione religiosa e funeraria: i nuraghi semplici erano usati come templi da singolo gruppi familiari. Tra i circa 7000 nuraghi esistenti in Sardegna, la maggior parte sono semplici, formati soltanto da una torre con un ingresso alla base, un unico grande vano interno, alcune nicchie scavate nell’intercapedine e una scala, anche lei scavata nell’intercapedine, che porta alla sommità della torre.

Un esempio di come doveva essere un villaggio nuragico è visibile a Barumini (CA) dove intorno alla maestosa reggia nuragica si sviluppa un complesso agglomerato di capanne, recinti e costruzioni di vario tipo. 

LA RELIGIONE IN ETA’ NURAGICA

I nuragici avevano una religiosità di tipo naturalistico fondata sull’adorazione degli elementi della Natura, considerati come contenenti lo spirito divino: erano oggetto di culto le pietre, gli alberi e particolarmente radicato era il culto dell’acqua, piovana o sorgiva, considerata preziosa in una terra arida come la Sardegna.

 

Esisteva anche il culto dell’acqua che era considerata un dono dato alla terra dalla Dea Madre.  Il culto dell’acqua è strettamente legato al tipo di economia agro pastorale dei nuragici. Dall ‘acqua infatti dipendevano l’agricoltura e il bestiame e di conseguenza la sopravivenza dei nuragici.

Per questo furono costruiti dei templi a pozzo dove l”acqua sorgiva veniva talvolta raccolta in templi sotterranei a pozzo e ad essa si chiedeva la fertilità dei campi.

e dove si svolgevano le cerimonie legate al culto delle acque.

I templi a pozzo hanno una struttura composta di tre parti essenziali: il vano di ingresso, al livello del suolo, la scala che scende nel terreno e il vano interrato, con la volta a falsa cupola. Sul fondo del vano interrato, ai piedi della scala c’è la fonte sacra. In superficie un recinto di pietre delimita l’area sacra.

In Sardegna esistono circa 40 templi a pozzo.

Oltre al culto delle acque, i nuragici continuarono a praticare il culto della Dea Madre e del Dio Toro, potente coppia divina già oggetto di adorazione in età prenuragica.

La sepoltura

Anche i morti erano oggetto di culto. Essi venivano sepolti nelle Tombe dei Giganti che avevano la forma della testa del toro. Davanti alla Tomba dei Giganti si svolgeva il rito dell’incubazione: chi aveva bisogno di consigli o di cure li riceveva nel sogno, dormendo nello spiazzo davanti alla tomba anche per parecchi giorni. Nelle tombe dei giganti si seppellivano intere tribù

I betili
Spesso di fronte alla facciata della tomba dei giganti è presente un piccolo menhir, chiamato in sardo betile.

I nuragici comunque continuarono anche ad usare gli antichi tipi di sepolture come le domus de janas

ARTE NURAGICA

 

I bronzetti

Le popolazioni nuragiche non ci hanno lasciato una documentazione scritta, perché ignoravano la scrittura, quindi soltanto con le testimonianze dell’architettura e dell’artigianato possiamo ricostruire, anche se solo parzialmente, il modo di vivere, le abitudini e la cultura di quelle genti.

I bronzetti, che furono eseguiti tra il VIII e il III secolo a.C: sono piccole statuine di bronzo rappresentano uomini, animali, navicelle votive, oggetti e avevano sia funzione di ex-voto, venivano offerti in dono alla divinità, ma anche pratica e ornamentale.


I bronzetti  rivelano, infatti, molti aspetti della vita sociale delle genti nuragiche e dell’ambiente naturale nel quale vivevano : riproducono infatti strumenti di lavoro o di trasporto, come i carri e le navicelle; uomini di diverso rango sociale: capi, sacerdoti, guerrieri, pastori, suonatori, pugilatori, madri col proprio figlio; esseri soprannaturali dotati di molti occhi e di molte braccia, legati ad un mondo religioso del quale non riusciamo a capire pienamente i valori; animali domestici e non come buoi, pecore, mufloni, cinghiali, cervi, volpi, cani, colombe.
Solo il cavallo non viene riprodotto, segno che i nuragici non lo conoscevano.

La scultura
Gli scultori nuragici rappresentavano spesso nelle loro opere gli stessi nuraghi: ci sono pervenuti numerosi esemplari di nuraghe in pietra, argilla e anche in bronzo, provenienti dai santuari.

La ceramica  

la produzione ceramica si caratterizza per la presenza di vasi, spesso a pasta grigia, di varie forme con decorazioni geometriche e  con motivi impressi o incisi: cerchielli concentrici, zig-zag, semplici linee e grossi punti.

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  1. stefania
    29 Aprile 2014 a 18:39 | #1

    grazie mille di esistere grazie ha te ho preso un bel voto in tutte le ricerche

  2. stefania
    29 Aprile 2014 a 18:37 | #2

    devo ammettere che è molto bello e pieno di informazioni
    potrà aiutarmi nelle mie ricerche di scuola

  3. Vanna
    19 Ottobre 2013 a 19:15 | #3

    E’ un bellissimo lavoro!Complimenti agli alunni e alla loro bravissima maestra!

  4. 22 Gennaio 2013 a 21:26 | #4

    molto carino

  5. m.Elisa
    13 Gennaio 2013 a 19:47 | #5

    Grazie, Maria Laura …bei tempi ..i disegni appartengono ai miei ex alunni ormai prossimi alle superiori …
    ciao
    elisa
    :-)

  6. 13 Gennaio 2013 a 19:07 | #6

    molto carino soprattutto i disegni favolosi :)

  7. Chiara
    27 Ottobre 2012 a 18:43 | #7

    bravisimi!!

  8. m.Elisa
    26 Ottobre 2012 a 15:21 | #8

    Grazie , Donatella , per il tuo commento!
    m. elisa
    :-)

  9. donatella
    26 Ottobre 2012 a 10:36 | #9

    bellissimo , veramente interessante

  10. m.Elisa
    27 Settembre 2011 a 14:47 | #10

    Grazie, Stefania!
    m. Elisa

  11. stefania
    26 Settembre 2011 a 21:21 | #11

    Bellissimo lavoro! complimenti!

  12. 15 Gennaio 2010 a 14:55 | #12

    Bellissimo questo lavoro sull’età nuragica, me lo sono letto proprio volentieri!maria pia

    ———————————————-

    grazie m.pia!

    elisa

  13. 11 Gennaio 2010 a 16:53 | #13

    Un lavoro stupendo il vostro. Bravissimi come sempre e naturalmente sapientemente guidati da Elisa

    Un saluto Rosalba

    ————————————————-

    grazie Rosy!

    elisa

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