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La storia della nostra isola “I PROTOSARDI”

18 Dicembre 2009

 

I Protosardi,  chiamati anche PRENURAGICI erano un popolo con una civiltà più evoluta che si sviluppò tra il 2350 e il 1600 a.C. cioè nell’età del rame  e del  ferro.  Essi praticavano l’agricoltura e la pastorizia e anche la pesca  e la caccia . Continuarono a fabbricare armi e vivevano in villaggi di capanne .

L’artigianato consisteva nella fabbricazione  di coltelli , asce  scalpelli, macinelli  le fuseruole ; armi fra le quali lance frecce punte di lancia , manufatti domestici che venivano confezionati con i legno le canne, i vimini  e i giunchi eed erano soprattutto recipienti,  stuoie, ceste.

RELIGIONE

Essi erano politeisti e praticavano una religione naturalista. Oltre alle forze della natura avevano il culto degli antenati .  Le  principali divinità erano LA DEA MADRE,  rappresentata sempre da massi confitti nel terreno ,dea della fertilità e della maternità rappresentata  con statuine di pietra ,e del DIO PADRE  rappresentato da idoletti  e da teste taurine ,il cui simbolo veniva rappresentato nelle domus de janas-con dell corna taurine e dei cerchielli oppure attraverso i MENHIR

Men= pietra -  hir = lungo

I riti si praticavano non solo al chiuso ma anche nel santuario nel quale c’era e l’altare -luogo alto  dove i sarcedoti celebravano il rito.

I menhir
In sardo i menhir hanno il nome di "pedras fittas": sono grandi massi, di forma allungata alti fino a sei  metri, piantati nel terreno; si trovano in diverse zone della
Sardegna ma sono concentrati prevalentemente in Barbagia.

 

Il tempio di Monte d’Accoddi
Appartiene a questo periodo  un importante monumento di architettura megalitica, unico nel mondo occidentale: il tempio a terrazze di Monte d’Accoddi, nei dintorni di Sassari. E’ una collina artificiale a pianta quadrangolare alta circa dieci metri, simile alle ziqqurath mesopotamiche:

Il culto dei morti veniva praticato accanto alla sepoltura oltre che nelle DOMUS DE JANAS i  morti venivano inumati anche  nei CIRCOLI MEGALITICI E  e nei DOLMENS dove si deponevano  svariati oggetti e armi .

Erano tombe del tipo "a circolo" e furono edificate solo in una ristretta area dell’isola, cioè nelle campagne di Arzachena (SS), in zona Li Muri..
I "circoli" sono fatti in questo modo: un certo numero di pietre, fitte verticalmente nel terreno, delimitano un’area al centro della quale, in alcuni casi, ma non in tutti, sta una cassetta di pietra di forma quadrangolare.

  I dolmens

Erano sepolture collettive, infatti potevano contenere i corpi di intere famiglie. (dal bretone tol=tavola + men=pietra), sono diffusi soprattutto nella zona centro settentrionale della Sardegna: si tratta di sepolture monumentali costituite da tre grosse pietre, ( dolmen SA COVECCADA)o più, piantate verticalmente nel terreno che sorreggono un masso disposto orizzontalmente.

I CIRCOLI MEGALITICI

Erano degli spazi delimitati da massi conficati nel suolo disposti seguendo la circonferenza di un cerchio, entro il quale veniva seppellito un solo  defunto. Al centro vi era una cassetta in pietra di forma quadrangolare.

 

I Bètili. I betili sono piccoli obelischi di pietra, infissi nel suolo a simboleggiare la fertilità.

foto reperita da Wikipedia DOLMEN (MORES)

 


 

 

 

 

Categorie:Primo piano Tag:
  1. cemre
    20 Dicembre 2009 a 11:09 | #1

    X mestra elisa

    maestra elisa,so che questo commento non centra niente con i nuraghi, ma non sapevo dove sciverlo.

    sa il foglio di babbo natale che avevamo scitto a scuola!lei me l’ha preso per ricopiarlo sul blog. e io non so cosa fare per la cronaca!!!

    spero che non succeda niente se non lo ricopio!!!

    potrei ricopiarlo a scuola ???

  2. m. elisa
    19 Dicembre 2009 a 18:51 | #2

    Grazie Fabio tanti auguri anche a te .

  3. Fabio
    19 Dicembre 2009 a 16:41 | #3

    Passo per un breve saluto. Ti auguro un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo, Fabio

  4. elisa
    18 Dicembre 2009 a 19:18 | #4

    Grazie Rosalba!Devo dire che sta diventando molto affascinante questa attività..

    ciao

  5. 18 Dicembre 2009 a 18:18 | #5

    Bellissimo lavoro, non solo per voi che lo avete fatto e ci potete studiare ma anche per chi invece deve farlo, un sunto perfetto.

    Bravissimi bambini ed Elisa

    Un bacione

  6. m.elisa
    18 Dicembre 2009 a 15:10 | #6

    grazie ad Albix e a gull.

    grazie degli auguri che contraccambio di cuore!

  7. albix
    18 Dicembre 2009 a 15:09 | #7

    Bellissimo anche questo lavoro! Per me poi ha un valore aggiunto in quanto con gli studenti del mio gruppo teatrale “mattei” stiamo preparando una commedia musicale in lingua sarda che si chiama “S’Urtima Jana”. L’ambientazione è posteriore rispetto a quella del lavoro da voi curato, in quanto la mia commedia si svolge attorno all’anno mille a.C. . Comunque è sempre bello parlare della Sardegna e della sua storia dopo secoli di oblìo. Complimenti ancora e auguri a tutti. Albix

  8. 18 Dicembre 2009 a 14:37 | #8

    Trovo assolutamente fantastica e moderna l’idea dell’interazione virtuale tra Lei e i suoi alunni (e non solo immagino). Complimenti davvero. Brava!

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