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Un percorso educativo e didattico di pace e intercultura (1)

17 Marzo 2010

elefantiPercorso di pace e di intercultura
In continuità con  il percorso intrapeso con le attività dedicate alla   Giornata della Memoria, con gli alunni abbiamo proseguito  le  nostre riflessioni su argomenti molto attuali quali l’immigrazione e l’intercultura ,  la libertà e il bullismo . Abbiamo letto e commentato  testimonianze autobiografiche ,   articoli,  poesie,  racconti e  biografie di  personaggi che hanno dedicato loro vita  agli altri e a difendere la libertà.  Il percorso si è concluso con una serie di attività dedicate al fenomeno del bullismo. Per ogni argomento  i bambini hanno illustrato e scritto le loro riflessioni. Sono state tutte semplici attività accompagnate però da serie discussioni in cui ognuno ha espresso il proprio parere . C’è stato poco tempo per riportare e scrivere al pc tutto e ciò che pubblico è solo un esempio.

Leggiamo e raccontiamo una semplice storia
Bianchi e neri
Una volta in una foresta abitavano due tipi di elefanti : gli elefanti neri e quelli bianchi
Essi per un po’ andavano d’accordo ma poi incominciarono a odiarsi   e  quindi decisero di farsi  la guerra . Ma tra loro c’erano alcuni elefanti che non la vollero fare perciò se ne andarono  nel cuore della giungla . Gli elefanti  bianchi e neri combatterono tra di loro per anni fino a quando non rimase neanche elefante vivo . Dopo tanti anni però accadde una cosa strana :  dalla giungla si videro uscire degli elefanti grigi .
Questo racconto vuole far capire che spesso  non si accetta chi è diverso  da noi sia per il colore  della pelle  e sia perché di diversa cultura; bisogna accettarsi e capire che noi tutti siamo di una unica razza uguale: la razza umana.
( Gloria )

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ImmigrazioneL’ IMMIGRAZIONE IN  ITALIA
L’ arrivo di molte persone straniere in Italia   è  in continuo aumento e spesso al tv e alla radio si sentono notizie di fenomeni di razzismo nei loro confronti . Analizziamo insieme che cosa è l’immigrazione e cosa comporta per una persona che arriva in Italia in cerca di lavoro .
Secondo un’indagine  sull’ immigrazione , nel 2007 gli immigrati in Italia  ammontavano a 690mila , un numero pari  al 6,2 %.
Spesso si verificano fatti idi intolleranza nei confronti degli immigrati , vengono sfriuttati o  non vengono accettati e loro faticano a integrarsi e a sentirsi parte del nostro mondo.  Leggendo testi autobiografici scopriamo insieme che una volta anche gli italiani sono stati emigrati. Abbiamo letto diverse testimonianze di persone che sono state emigrate e di come si sono trovate nel paese in cui sono andate.

“Una signora racconta che quando era giovane era dovuta emigrare in Svizzera come tessitrice  all’età di diciannove anni .Non voleva andarci però fu costretta. Racconta che alla frontiera fu sottoposta a ispezioni varie per vedere se fosse  sana e pulita e che provava tanta vergogna e umiliazione . Quando trovò lavoro risparmiava persino sul cibo per poter mandare i risparmi alla sua famiglia . Dopo un po’ di tempo ella si adattò alla nuova vita e imparò anche la lingua.”

 IL LAMENTO DEGLI EMIGRATI

“..Tra le baracche  e il mare squallido …parlavano della loro situazione, delle loro paghe. I tardi pomeriggi si spegnevano inargentati sul mare calmo ;e quelle voci pacate diventavano un gorgoglio ossessionante.Le spalle degli uomini, nere per il tempo  che s’oscurava , facevano pensare alla loro fatica , alla stanchezza, stanchezza che penetrava dovunque , nelle baracche, dove si cantavano lunghe canzoni. “

Dal libro di testo abbiamo letto   “OGNI POPOLO HA UNA CULTURA“ -  Spesso gli uomini  guardano con diffidenza  quelli che non si comportano  come loro . Il fatto   che  alcuni popoli non  facciano  uso  di posate ma  si servono  di bastoncini,  significa  che  Questi  ultimi  siano  incivili  o  meno  progrediti  dei   primi . Ogni  popolo a  un  suo  modo  di  vivere   ( cultura  ) . Per  esempio   molti  popoli  non  fanno  uso  di sedie  ma  si  siedono  o si sdraiano,  su  tappeti  sulle  stuoie   e  sui  pavimenti . In  una  certa  tribù  della  Polinesia  per  esempio  quando  alcuni  amici  che  si  allontanano  e  poi  si   rincontrano  si  risalutano   dandosi  pugni  nel  petto finchè  uno  dei  due  non   cade  per terra  tramortito (quasi  morto ). In  una tribù  Africana    per   sapere    quanti  anni  ha  un  bambino ,fanno fare questa prova :  il  bambino  con  le  braccia  deve  riuscire   a  toccarsi  la  testa,  e  se  con  le  dita  delle  mani  riesce  a  toccarsi  il lobo dell’ orecchio  vuol dire  che il bambino  ha  sei  anni  e  può  frequentare   la  prima   elementare. Molti  popoli  Orientali  non  fanno  uso  delle  posate   ma  usano   dei  bastoncini  . Per  esempio, quando  noi  mangiamo  il  riso   con  la    forchetta  o  con  il  cucchiaio   loro   che  usano  il  bastoncino  e   lo   sanno  maneggiare  come  se  fossero  le  nostre  posate. In  una  tribù   della  Melanesia, le donne portano i pantaloni  lunghi  e gli  uomini  portano  la  gonna.

vedi il lavoro sulla Giornata della memoria

http://maestraelisa.blog.tiscali.it/2010/01/28/la_giornata_della_memoria___che_ci_ricorda_anche_delle_altre_guerre__attuali_2032286-shtml/

  1. ida
    18 Marzo 2010 a 13:26 | #1

    @nico e enrico
    sapeste bambini come è bello il modo d’insegnare delle vostre maestre,quando andavo io a scuola le maestre insegnavano solo a leggere e scrivere,niente altro….ciao Ida

  2. 18 Marzo 2010 a 11:19 | #2

    maestra i lavori che ci fai fare sono belli e divertenti. Le storie sono molte bellle quelle che ci leggi e alcune volte ti fanno venire anche sonnoo!!!!

  3. 18 Marzo 2010 a 11:15 | #3

    Secondo me gli uomini non devono guardare la differenza fra le persone perchè noi siamo tutti uguali.

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