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Riti pasquali a Villacidro tra passato e presente

11 Aprile 2009

A Villacidro, come in tantissimi altri paesi della Sardegna la Settimana Santa è vissuta dai fedeli con intensità anche attraverso la partecipazione ai  riti religiosi che sono  stati tramandati nel tempo anche se con qualche variazione.

Riporto una testimonianza scaturita da una ricerca svolta attraverso interviste dirette  a delle persone nate principalmente intorno agli anni tra il 1920 – 1930, che io e il mio gruppo di colleghe abbiamo svolto durante un corso di aggiornamento sulla lingua e la cultura  sarda e in particolar modo sulle tradizioni nel nostro paese. E’ stato bello scoprire che molte usanze sia liturgiche che pagane sono sopravvissute e che vengono tutt’oggi praticate come allora .

Domenica delle palme: Elementi liturgici

La Domenica delle palme era ed è caratterizzata dalla benedizione della palma. Per questa celebrazione vengono realizzate tanti tipi di palme intrecciate dalle più semplici alle più elaborate .

Il materiale usato per la realizzazione delle palme era ed è  esclusivamente la palma da dattero, con l’aggiunta dei rami d’ulivo. Anticamnete le persone addette all’intreccio erano  : le confraternite, il sacrestano, sua moglie e le donne che si occupavano del decoro della chiesa. Queste ultime, svolgevano questo lavoro nella casa del Parroco nel cui giardino si trovava  una palma da dattero. Le palme intrecciate, a volte in modo molto elaborato, venivano o consegnate dal sacrestano alle famiglie o distribuite durante la messa che precedeva la domenica delle palme. Il sacrestano in cambio riceveva generalmente offerte in natura come del formaggio, salsiccia, vino ecc. Le palme venivano coperte e tenute al buio affinché restassero fresche e non ingiallissero fino al giorno della benedizione. Oggi le palme vengono confezionate anche da semplici persone che le vendono la domenica mattina dinanzi al portone delle tre chiese o in vari posti come davanti ai negozi o al mercato di mercoledì .

Anche la benedizione, aveva un rituale ben preciso, l’informazione più circostanziata, ci viene da un chierichetto ed è relativa agli anni 50.

Le palme venivano benedette durante la messa, a metà della quale tutti i fedeli uscivano per svolgere una processione intorno alla chiesa., Mentre avveniva la processione all’esterno, il portone della  chiesa veniva chiuso, intanto, il sacerdote capofila cantava in latino e dall’interno, un altro sacerdote rispondeva a tono. Dopo un po’ il portone si riapriva e la folla rientrava in chiesa per il proseguimento della messa.

Usanze relative alla palma benedetta

Le palme benedette, generalmente due, venivano conservate, una in un cassetto o sul crocifisso della camera da letto, l’altra appesa sul portone d’ingresso della casa. I contadini, portavano le palme benedette in campagna e le sistemavano su ciascuna varietà di pianta da frutto o nella casetta degli attrezzi, come rito propiziatorio. Oppure, a benedizione degli animali, venivano collocate negli ovili o  nelle stalle.

Una palma particolarmente elaborata, veniva donata dal fidanzato alla promessa sposa, nel caso si fossero celebrate le nozze in quello stesso anno. In alcuni casi viene rilevato che, la palma destinata al parroco fosse la più ricca.

Le palme secche dell’anno precedente, venivano bruciate in casa o talvolta conservate per essere utilizzate nelle pratiche di medicina popolare." Is affumentus".Tutt’oggi si conserva la palma benedetta fino alla Pasqua successiva e si brucia quella vecchia.

LA SETTIMANA SANTA: ELEMENTI LITURGICI

La Settimana  Santa dal punto di vista liturgico cominciava dal lunedì ma la serie dei riti veri e propri partiva dal giovedì. Il mercoledì santo era dedicato a "IS OFFICIUS, preghiere e canti recitati in chiesa, in latino e in sardo, accompagnati dal suono delle "MATRACULAS " e de "IS STRACCIARRANS "che sottolineavano il clima di tristezza. Le preghiere erano chiamate "IS MORTORIUS" cioè i lamenti del Signore.

La mattina del giovedì santo, venivano legate le campane in segno di lutto e nel primo pomeriggio, si svolgeva una processione silenziosa con il sacerdote, il sacrestano e le confraternite di S.Efisio, che facevano un piccolo giro della chiesetta relativa con  la statua del santo. Nel tardo pomeriggio, il simulacro della Madonna Addolorata e il Cristo legato alla colonna, venivano portati in processione e al rientro si celebrava in parrocchia la messa "In Coena Domini" "La cena del signore"

Sempre nella parrocchiale di S. Barbara , veniva allestito in un altare secondario, un piccolo "sepolcro" ornato di "NENNIRI" germogli di grano e vasi di cineraria. Su "NENNIRI" veniva preparato facendo germogliare il grano al buio, dentro un armadio o sotto il letto, oppure anche delle fave o delle lenticchie, ad opera di alcune donne volontarie.

Presso le altre tre chiesette, venivano allestite le sacre rappresentazioni con le statue dei santi che simulavano l’ultima cena, scene di vita di Gesù o qualche miracolo. Tutti i fedeli vi  si recavano per l’adorazione, mentre le confraternite che la sera consumavano il pane , il companatico e il vino offerti dalla gente, restavano in adorazione tutta la notte.

Il venerdì al mattino presto, si svolgeva il rito della Via Crucis che si snodava lungo le vie del paese.

 Era presente "SU MOMOTI", un uomo incappucciato e vestito di nero che, per promessa o penitenza, portava la grande croce di legno e la cui identità non doveva essere svelata. Spesso veniva aiutato da due volontari in quanto la croce era piuttosto pesante. Durante la processione si cantava Lo "Stabat Mater " ed altri canti in latino e in italiano e si suonavano "IS MATRACULAS" e "IS STROCIARRANAS." Uno strumento musicale fatto di legno il cui suono ricorda il gracidare delle rane. Il rito della via Crucis viene praticato in tutte e tre le parrocchie del paese . Le foto si riferiscono ai ritti della parrocchia di S. Barbara

Nel pomeriggio inoltrato si svolgevano due processioni separate, una con  Madonna Addolorataa

vestita di nero e l’altra con il Cristo morto collocato in un lettino(che risalgono al periodo della dominazione spagnola  tra il 500 e il 600) con un unico percorso. La processione che vedeva la partecipazione di una grane folla, terminava con il rito del bacio al Cristo morto sistemato ai piedi dell’altare della parrocchia. I fedeli andavano poi ad adorare le tre croci anche nelle altre chiesette dove erano state collocate dalle confraternite, attorniate da candele accese.

Sempre di venerdì, si registra a Villacidro il rito de "SU SCRAVAMENTU" "schiodamento "( la deposizione dalla croce) fino ai primi anni 30,. "Su Scravamentu" si svolgeva dentro la chiesa.

La mattina del sabato alle ore dieci, venivano slegate le campane che suonavano finalmente a ""gloria". Si benedicevano l’acqua e il fuoco durante la messa e il sacerdote cominciava la benedizione delle case. Questa s’interrompeva il giorno di Pasqua e riprendeva il giorno di Pasquetta. Per la chiesa e per la gente il sabato santo era già festa pasquale.

PASQUA

La domenica di Pasqua, la Madonna veniva vestita a festa e adornata di girelli che la gente offriva ex voto nel tempo, da una donna addetta alla mansione ereditata segno di privilegio sociale.

A metà mattina dopo la messa, si svolgeva "S’INCONTRU " tra Gesù risorto e la Madonna che, percorrendo strade diverse, s’incontravano in "su Cucuru ‘ de  Frontera. Qui le statue adorne di nenniri facevano tre inchini, tra lo sparo dei mortaretti, il festoso suono delle campane e le note della banda musicale.

Anche intorno gli anni 50 si svolgevano due processioni che partivano da due chiese diverse ed avevano quindi due punti culminanti d’incontro: Frontera e Funtanedda. Ancora oggi i riti dell’ultima cena de su Scravamentu e dell’incontro vengono celebrati con delle suggestive cerimonie che affascinano credenti e non.

La Settimana Santa: Usanze popolari

Per quanto riguarda le usanze popolari, la gente devota,  manteneva un clima di rigore e di sobrietà durante tutta la settimana santa e partecipava assiduamente a tutte le funzioni religiose. In particolare gli agricoltori e gli artigiani, secondo un informatore, deponevano gli attrezzi del mestiere per poi riprenderli dopo il lunedì di Pasqua. Nelle case si facevano le grandi pulizie: si spolverava "su strexiu de fenu "(i cesti)," SU FERRUMATAU"( le pentole di ferrosmalto ) "S’ARRAMINI " (le pentole di rame) e si adornavano con rami d’alloro. "SU PARASTAGIU"(la piattaia ) e la lampada di cucina venivano invece impreziositi dalla carta velina colorata ritagliata a mo’di centrini.

Il sabato santo le donne ma anche i bambini, battevano porte e finestre per scacciare il demonio, che avrebbe potuto annidarsi lì mentre Cristo moriva in croce.

Alimentazione

Secondo i nostri informatori, qualcuno decideva di osservare il digiuno durante tutta la settimana santa e questa astinenza veniva chiamata "SA TRAPSSA "; per alcuni invece si osservava l’usanza di consumare il pesce ogni venerdì di quaresima.

Il giovedì santo si evitava di mangiare cibi grassi e a base di carne mentre erano concessi solo i legumi. Anche ai cani venivano coinvolti in questa forma di penitenza, venivano infatti  legati sia a casa che in campagna  affinché non potessero bere il siero. Sempre il giovedì cominciavano a preparare il pane e i dolci per la festa di Pasqua: su cocoi cun s’ou, is pardulas, su pani ‘e saba, is piricchittus, is gallettinas e "SU CASU COTTU ".formaggio cotto.

Il venerdì santo, il pasto rituale era composto di fave secche con le verdure e/o il pesce, in genere il baccalà. Il sabato si consumavano: "IS PEIXEDDUS DE ANGIONI"( i piedini di agnello) SA CONCHEDDA " la testina "SA TRATALIA ARRUSTU la coratella arrosto ossia le interiora.

La domenica mattina, il capofamiglia era solito distribuire sette fettine di salsiccia a ciascun membro della famiglia, perché si riteneva che mangiate a digiuno potessero tener lontane le affezioni patologiche.

Il pranzo di Pasqua prevedeva: La minestra con il formaggio fresco, " IS CRUXIONIS" ravioli di ricotta e bietole o " I S MALLOREDDUS", l’agnello arrosto e i dolci preparati .

LA PASQUETTA

Il giorno di Pasquetta i giovani andavano a fare "la merenda" nella zona della cascata "SA SPENDULA " oppure in campagna. mangiavano e le uova sode cotte al forno a legna, salsiccia, olive , formaggio, pane e dolci o favette fresche  rosolate con olio e uova oppure lessate. Era usanza quando si faceva il pane ,  cuocere per i bambini "SU COCCOIEDDU" 

 piccoli pani di pasta dura di varia forma con un uovo nel centro .

Alla sera si faceva la passeggiata fino alla piazza "Seddanus" dove si ballava e ci si divertiva, non mancavano però, a detta di un informatore, le risse, perché le persone che alzavano un po’ il gomito, combinavano guai.

Si usa ancora fare la scampagnata verso la SPENDULA da parte di chi resta a festeggiare la Pasquetta in paese.

Ecco le foto della realizzazione a scuola de "IS COCOIEDDUS" quando i bambi erano in seconda.

http://maestraelisa.blog.tiscali.it//Ecco_i_coccoietti_1662215.shtml

http://maestraelisa.blog.tiscali.it/Ecco__il_pane_cotto_____1662231.shtml

Categorie:Primo piano Tag:
  1. gabriel
    5 Maggio 2012 a 19:11 | #1

    ciaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  2. gabriel
    24 Aprile 2012 a 12:05 | #2

    quest’anno ho trascorso una bellissima pasqua <:o)
    spero anche voi :!:
    un abbraccione (z)
    Gabriel :lol: ;-)

  3. m.Elisa
    23 Aprile 2012 a 19:37 | #3

    Ciao, Gabriel ! Ho visitato il vostro blog …direi che è ottimo….ma non ho potuto lasciare commenti…
    ti abituerai anche alle medie ..crescerai e conoscerai altre cose e altri amici ..certo la tua maestra sarà sempre nel tuo cuore …e anche i tuoi compagni!
    un caro saluto
    m Elisa :-)

  4. Gabriel
    23 Aprile 2012 a 19:20 | #4

    fra un mese finisce la scuola:!: ma sono un po’ triste del fatto che l’anno prossimo andro’ alle medie e non vedro’ piu’ le mie maestre:-( magari non saro’ piu’ in classe con i miei misliori amici. la mia maestra mi dice sempre che nella vita ci sono cose piacevoli o meno……… ma andare avanti e’ sempre meglio ;-) ;-(
    ciao :oops: :roll:
    Gabriel :-D

  5. m.Elisa
    22 Aprile 2012 a 21:17 | #5

    Ciao, Gabriel.!..le nostre tradizioni sono bellissime …e non sono strane… in tante parti d’Italia si svolgono dei riti durante la Settimana Santa
    ciao e a presto
    m. Elisa :-)

  6. gabriel
    22 Aprile 2012 a 18:55 | #6

    che strane tradizioni per festeggiare la pasqua, vero :?:
    noi festeggiamo solo con una cena e ci regaliamo uova di pasqua(L)
    ma la messa la facciamo lo stesso =:-o
    ciao :-*
    Gabriel ;-) :-o

  7. 22 Aprile 2009 a 14:47 | #7

    Ciao Maestra elisa,

    questa è una bellissima tradizione, anche nella mia città Lanciano c’è questa tradizione..

    complimenti

    a presto

    matteo

  8. 12 Aprile 2009 a 8:28 | #8

    Carissima Elisa, ti rispondo anche qui. Una felice Pasqua a te ed ai tuoi cari
    maria pia

  9. 11 Aprile 2009 a 23:20 | #9

    Auguri di una serena e Santa Pasqua a te Elisa e ai tuoi splendidi scolari .

  10. 11 Aprile 2009 a 22:40 | #10

    Cara Elisa, che belle tradizioni! Ricambio di cuore gli auguri e li estendo a tutti i tuoi piccoli alunni.

    Un abbraccio.

    annarita

  11. gemma
    11 Aprile 2009 a 22:25 | #11

    Ciao Elisa, buona e serena Pasqua,a te e ai tuoi alunni. Gemma

  12. 11 Aprile 2009 a 18:35 | #12

    Un bel lavoro di ricerca, se avrò la fortuna di stare ancora con gli stessi alunni di quest’anno, lo farò con loro. Mi hai dato uno spunto molto interessante. Come sempre :-) )

    Un caloroso abbraccio a te e ai tuoi alunni. Un augurio di Buona Pasqua a te e i tuoi familiari.

    Rosalba

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